domenica 15 dicembre 2024

Il tamburo immagine dello stregone o sciamano.

 


 


 

Il tamburo immagine, adorare il tamburo?

Il tamburo  deve avere la propria immagine con cui si mostra a chi lo ascolta, o anche solo lo guarda.

La figura, l’aspetto, l’immagine fanno parte del rito. Il rito è azione voluta e desiderata con uno scopo serio condiviso o privato. Il rito è un fare consapevole che produce effetti visibili nella maschera che ciascuno mostra a sé stesso e all’altro.

Ma il rito produce anche affetti nascosti profondi con una importanza ed efficacia non controllabile e perciò modulata  di nascosto dagli eventi di prima e di poi.

Il rito ruba per sé uno spicchio di tempo reale oggettivo, ma è solo un trampolino per attivare tensioni ed energie nascoste in inconscio-sangue di ciascuno.

Tali effetti agiranno, o no, in momenti che io ego non conosce. Saranno effetti che non potranno essere “visti” da io ego, ma che comunque possono essere “percepiti” da l'ego consapevole dello sciamano e di chi tali effetti sono stati accolti.

Sangue non “ragiona” ma vive in un ambiente senza tempo o regole morali. Sangue è accumulo di esperienze di vita senza tempo infinito, e tale è il suo programma d’azione.

Puoi costruirti un tamburo tuo,

oppure comprarlo s al supermercato, o rubarlo, o ereditarlo …

ma l’immagine del tamburo è la sua identità di fronte a chi lo vede, guarda, ascolta …

Il tamburo serio  si mostra come oggetto che ha vissuto una vita di frutti e potere:

Non potrà avere una immagine di “tamburo nuovo”, in quanto non trasmette potere ed esperienza, sarebbe un oggetto immaturo.

Il tamburo sarà con aspetto vissuto,

un po’ sporco e consumato,

intatto e solido,

completo di amuleti discreti e tracolla non ingombrante.

Profumato di vecchio, di erbe e di discreto unto e lieve odore di sudore secco,

di sicurezza indifferente di fronte a chi lo guarda,

assente da ora o oggi.

Tenuto con premura e mai lasciato solo.

Distante da ogni toccamento altrui esagerato.

Ma sempre in attesa, disponibile a debita distanza.

Ogni Sciamano è il suo tamburo. Come tamburo si mostra, così si mostra Sciamano.

Col suono deciso e modulabile, mai ripetitivo o assoluto.

Un tamburo dal suono assoluto è una gabbia di suono limitato e parassita.

Tra sciamano e il suo tamburo non ci sono tempo, regole o morale o desideri.

Il suo tamburo è il dialogo di sangue in diretta.

Sciamo non pulisce il suo tamburo che con le proprie mani asciutte. Ma se lo ritiene opportuno si bagna le proprie dita con il proprio sputo e con rispetto le passa dove togliere una macchia inopportuna.

Il tamburo ha una propria identità e adorarlo ( dialogare con lui ) è un rito prezioso.

Tutto ciò non ha carattere assoluto.

Ciò è solo un sogno di gioco consapevole.

Ogni vero gioco consapevole gioca senza troppe aspettative, ma crede nel giocare a ciò che nasce dalla intuizione piacevole di sfidare con coraggio la Vita.

Per Vita noi siamo solo strumenti che per un caso ( giocoso?) hanno conquistato una grado di autonomia speciale e unica che ci permette di prenderci in giro e reinventare o sfruttare  a nostro vantaggio le regole di Vita.

Noi giochiamo a prenderci sul serio e ci giochiamo consapevoli. Noi lo facciamo nel tempo limitato della nostra scintilla personale e se ci riusciamo davvero diamo un senso speciale temporaneo che illumina anche il tempo smisurato di Vita.

A Vita non interessa la nostra luce.

Perciò chi gioca davvero illumina anche Vita, e regala una immagine al suo tempo.

Dal capitolo “Riti in pratica, Psicologia sciamanica, di Gian Berra.

 

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 https://gianberra.wordpress.com/shamanic-psychology/


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