Il tamburo immagine, adorare il tamburo?
Il tamburo deve avere la propria immagine con cui si
mostra a chi lo ascolta, o anche solo lo guarda.
La figura, l’aspetto, l’immagine fanno
parte del rito. Il rito è azione voluta e desiderata con uno scopo serio
condiviso o privato. Il rito è un fare consapevole che produce effetti visibili
nella maschera che ciascuno mostra a sé stesso e all’altro.
Ma il rito produce anche affetti
nascosti profondi con una importanza ed efficacia non controllabile e perciò
modulata di nascosto dagli eventi di
prima e di poi.
Il rito ruba per sé uno spicchio di
tempo reale oggettivo, ma è solo un trampolino per attivare tensioni ed energie
nascoste in inconscio-sangue di ciascuno.
Tali effetti agiranno, o no, in
momenti che io ego non conosce. Saranno effetti che non potranno essere
“visti” da io ego, ma che comunque possono essere “percepiti” da l'ego
consapevole dello sciamano e di chi tali effetti sono stati accolti.
Sangue non “ragiona” ma vive in un
ambiente senza tempo o regole morali. Sangue è accumulo di esperienze di vita
senza tempo infinito, e tale è il suo programma d’azione.
Puoi costruirti un tamburo tuo,
oppure comprarlo s al supermercato, o
rubarlo, o ereditarlo …
ma l’immagine del tamburo è la sua
identità di fronte a chi lo vede, guarda, ascolta …
Il tamburo serio si mostra come oggetto che ha vissuto una
vita di frutti e potere:
Non potrà avere una immagine di “tamburo
nuovo”, in quanto non trasmette potere ed esperienza, sarebbe un oggetto
immaturo.
Il tamburo sarà con aspetto vissuto,
un po’ sporco e consumato,
intatto e solido,
completo di amuleti discreti e tracolla
non ingombrante.
Profumato di vecchio, di erbe e di discreto
unto e lieve odore di sudore secco,
di sicurezza indifferente di fronte a chi
lo guarda,
assente da ora o oggi.
Tenuto con premura e mai lasciato solo.
Distante da ogni toccamento altrui
esagerato.
Ma sempre in attesa, disponibile a debita
distanza.
Ogni Sciamano è il suo tamburo. Come
tamburo si mostra, così si mostra Sciamano.
Col suono deciso e modulabile, mai
ripetitivo o assoluto.
Un tamburo dal suono assoluto è una
gabbia di suono limitato e parassita.
Tra sciamano e il suo tamburo non ci sono
tempo, regole o morale o desideri.
Il suo tamburo è il dialogo di sangue in
diretta.
Sciamo non pulisce il suo tamburo che con
le proprie mani asciutte. Ma se lo ritiene opportuno si bagna le proprie dita
con il proprio sputo e con rispetto le passa dove togliere una macchia
inopportuna.
Il tamburo ha una propria identità e
adorarlo ( dialogare con lui ) è un rito prezioso.
Tutto ciò non ha carattere assoluto.
Ciò è solo un sogno di gioco consapevole.
Ogni vero gioco consapevole gioca senza
troppe aspettative, ma crede nel giocare a ciò che nasce dalla intuizione
piacevole di sfidare con coraggio la Vita.
Per Vita noi siamo solo strumenti che per
un caso ( giocoso?) hanno conquistato una grado di autonomia speciale e unica
che ci permette di prenderci in giro e reinventare o sfruttare a nostro vantaggio le regole di Vita.
Noi giochiamo a prenderci sul serio e ci
giochiamo consapevoli. Noi lo facciamo nel tempo limitato della nostra
scintilla personale e se ci riusciamo davvero diamo un senso speciale
temporaneo che illumina anche il tempo smisurato di Vita.
A Vita non interessa la nostra luce.
Perciò chi gioca davvero illumina anche
Vita, e regala una immagine al suo tempo.
Dal capitolo “Riti in pratica, Psicologia
sciamanica, di Gian Berra.
https://www.facebook.com/magiminimal/
https://gianberra.wordpress.com/shamanic-psychology/

Nessun commento:
Posta un commento